Nuove definizioni europee per startup innovative e scale-up
Un recente intervento della Commissione europea ha ridisegnato la disciplina delle startup innovative.
La Raccomandazione (UE) 2026/720 introduce infatti criteri comuni per identificare le imprese ad alto contenuto tecnologico e uniformare le regole tra gli Stati membri.
Il nuovo quadro condiviso punta a semplificare l’accesso a incentivi e finanziamenti, soprattutto per le realtà che operano in settori avanzati o mercati in forte crescita.
Includendo nella definizione non solo le startup ma anche le scale-up, la misura garantisce una maggiore trasparenza a vantaggio di investitori, istituzioni finanziarie e operatori di mercato.
Requisiti per le startup innovative e nuovi criteri europei
Secondo la nuova impostazione europea, un’impresa può essere qualificata come innovativa quando presenta una significativa attività di ricerca e sviluppo oppure quando sviluppa prodotti, servizi o processi con un concreto elemento di novità tecnologica o industriale.
Tra i principali requisiti delle imprese innovative, rientra il livello di investimento in ricerca e sviluppo. In particolare, l’impresa deve aver sostenuto in almeno uno dei tre esercizi precedenti, costi di ricerca e sviluppo pari almeno al 10% dei costi operativi oppure al 5% delle vendite.
In alternativa, può ottenere il riconoscimento anche l’impresa in grado di dimostrare che negli ultimi tre anni ha sviluppato, sta attualmente sviluppando o svilupperà nel prossimo futuro prodotti, servizi o processi aziendali nuovi o sostanzialmente migliorati rispetto allo stato dell’arte nel settore. In ogni caso il progetto deve presentare un rischio tecnologico o industriale concreto e deve essere orientato alla commercializzazione.
La Commissione europea precisa inoltre che i costi di ricerca e sviluppo devono essere calcolati in proporzione all’effettivo impiego nei progetti. Essi comprendono le spese per il personale (ricercatori, tecnici e ausiliari), le quote di ammortamento o d’uso di strumenti, attrezzature, edifici e terreni, i costi per ricerca contrattuale, brevetti e consulenze esterne, nonché le spese generali e i materiali direttamente imputabili alle attività.
Limiti dimensionali e durata dell’attività delle startup innovative
Per qualificarsi come startup innovative, le imprese devono dimostrare il possesso dei requisiti di innovatività e soddisfare specifici criteri dimensionali e temporali.
Nello specifico, la normativa europea richiede che la realtà aziendale sia autonoma, abbia meno di 100 dipendenti e registri un fatturato annuo oppure un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro.
Un ulteriore requisito riguarda il fattore temporale: l’attività deve essere operativa da meno di dieci anni dalla registrazione.
Le nuove regole introducono quindi un modello uniforme valido per tutti gli Stati membri, con l’obiettivo di ridurre le differenze normative che in passato hanno limitato l’accesso ai bandi e alle agevolazioni oltre i confini nazionali.
Scale-up innovative: la nuova categoria introdotta dall’UE
Una delle principali novità introdotte dalla disciplina europea riguarda la nascita della categoria delle scale-up innovative.
Si tratta di imprese che hanno superato la fase iniziale di crescita e registrano un’espansione significativa sotto il profilo economico o occupazionale.
La qualifica di scale-up innovativa richiede, innanzitutto, il rispetto dei criteri europei di innovatività e autonomia.
Oltre a ciò, le imprese devono registrare un fatturato e/o un totale di bilancio annuo superiore a 10 milioni di euro, abbinato a una crescita media annuale superiore al 20% negli ultimi due esercizi, con riferimento ai ricavi oppure al numero dei dipendenti.
Infine, la normativa prevede un limite dimensionale: la società deve contare meno di 750 dipendenti oppure non essere quotata in borsa.
A differenza delle startup, per le scale-up non conta più il limite dei dieci anni di attività. La valutazione si concentra soprattutto sulla capacità di crescita e sulle performance economiche dell’impresa.
Requisiti di autonomia e criteri di calcolo
La normativa europea attribuisce particolare importanza all’autonomia societaria delle imprese innovative. La presenza di investitori istituzionali, fondi di venture capital o business angel non impedisce il riconoscimento dello status agevolato, purché tali soggetti non esercitino un controllo dominante sulla società.
Una particolare attenzione viene dedicata ai criteri di calcolo relativi agli organici aziendali e ai dati finanziari.
Per il conteggio dei dipendenti si fa riferimento alle unità lavorative annue (ULA). Sono inclusi lavoratori subordinati, soci operativi e proprietari-gestori che partecipano stabilmente all’attività aziendale.
I lavoratori part-time o stagionali vengono conteggiati in proporzione alle ore effettivamente svolte, mentre non rientrano nel calcolo apprendisti, studenti in formazione e soggetti in congedo parentale o in maternità.
Per quanto riguarda fatturato e bilancio, i dati da considerare sono quelli dell’ultimo esercizio contabile chiuso.
Lo status di startup o scale-up innovativa viene meno soltanto se il superamento dei limiti previsti si verifica per due esercizi consecutivi.
Agevolazioni fiscali e accesso ai finanziamenti
Le nuove definizioni europee non hanno soltanto un valore formale, ma incidono direttamente sull’accesso alle misure di sostegno economico.
Nel sistema italiano continua ad avere un ruolo centrale il registro delle startup innovative — configurato come sezione speciale del Registro delle Imprese — quale strumento principale per accedere alle agevolazioni previste dalla disciplina nazionale.
Tra le principali agevolazioni riconosciute alle startup innovative vi è il credito d’imposta collegato alle attività di ricerca e sviluppo, che consente di recuperare parte delle spese sostenute per personale, brevetti e laboratori.
Le imprese possono inoltre beneficiare dell’esenzione dal pagamento di diritti di segreteria e bolli camerali nella fase di costituzione, oltre alla possibilità di compensare crediti IVA fino a 50.000 euro senza obbligo di apposizione del visto di conformità.
Per le scale-up innovative, invece, assumono particolare rilievo i programmi europei di finanziamento promossi dalla BEI e dal FEI, soprattutto nei percorsi di internazionalizzazione e sviluppo nei mercati esteri.
Startup innovative: esempi e prospettive operative
Tra le realtà maggiormente interessate dalla nuova disciplina europea vi sono le imprese che operano nei settori dell’Intelligenza Artificiale, del biotech, della robotica industriale e delle tecnologie digitali avanzate.
La nuova disciplina europea potrebbe avere effetti significativi anche sul mercato degli investimenti. La presenza di definizioni comuni favorisce infatti una maggiore leggibilità delle imprese innovative da parte di fondi, banche e investitori internazionali.
Per molte imprese italiane, il passaggio verso standard condivisi a livello europeo rappresenta un’opportunità concreta per accedere con maggiore facilità a capitali, partnership strategiche e programmi di espansione transfrontaliera.





