L’accesso al registro elettronico delle scuole italiane cambia volto: addio alle vecchie credenziali rilasciate dalle segreterie, il nuovo lasciapassare è l’identità digitale. A stabilirlo è l’articolo 51, comma 8, della Legge n. 182/2025, il cosiddetto DDL Semplificazioni, che impone l’accesso ai registri online esclusivamente tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica). La norma modifica l’articolo 7, comma 31, del D.L. n. 95/2012 (convertito con la Legge 135/2012) e, da gennaio 2026, è pienamente operativa. Il cambiamento riguarda circa 7,7 milioni di studenti, 15 milioni di genitori e tutto il personale scolastico.
Perché è stata introdotta questa novità
Il nodo centrale è la sicurezza dei dati. Il registro elettronico contiene informazioni sensibili – voti, assenze, note disciplinari, comunicazioni ufficiali – che fino a oggi erano protette da coppie di username e password spesso deboli, facilmente dimenticabili o smarribili. L’identità digitale, basata su autenticazione a più fattori (livello 2 o superiore), riduce drasticamente il rischio di accessi non autorizzati e di furti d’identità.
C’è poi un obiettivo di uniformazione: la scuola si allinea così al resto della Pubblica Amministrazione, che da tempo richiede l’uso di identità digitali certificate per accedere ai servizi online. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, ha definito la novità «un passo avanti verso una gestione più sicura e univoca dell’identità digitale nel contesto scolastico», sottolineando come assicuri «una maggiore protezione dei dati personali degli alunni».
Cosa dice la legge sull’accesso con SPID e CIE
Il testo normativo è chiaro: «Ai registri online si accede tramite il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID) o la carta di identità elettronica (CIE). Nel primo ciclo di istruzione alle comunicazioni in formato elettronico accedono i genitori degli alunni o gli esercenti la responsabilità genitoriale».
In pratica l’accesso deve avvenire sempre con un’identità digitale personale. Non si tratta di una novità assoluta: già il D.L. n. 76/2020, modificando l’art. 64 del Codice dell’Amministrazione Digitale, aveva affiancato la CIE allo SPID per l’accesso ai servizi in rete della PA. Molte scuole, tuttavia, avevano continuato a utilizzare le credenziali fornite dalle piattaforme dei registri, rimandando il passaggio. Ora l’adeguamento è diventato inevitabile.
Cos’è il registro elettronico
Introdotto con il D.L. n. 95/2012 e operativo dall’anno scolastico 2012/2013, il registro elettronico è la piattaforma online che ha mandato in pensione i vecchi supporti cartacei. Consente ai docenti di gestire presenze e assenze, inserire voti, segnalare ritardi e uscite anticipate, annotare compiti e verifiche, pubblicare orari delle lezioni e pagelle in formato digitale.
Per genitori e studenti rappresenta invece un canale diretto per monitorare l’andamento scolastico, ricevere avvisi istituzionali e prenotare i colloqui con gli insegnanti. Dal prossimo anno scolastico l’obbligo di adottarlo, insieme a pagella elettronica e protocollo informatico, si estende anche alle scuole paritarie, grazie al D.L. n. 45/2025.
Come si accedeva finora e chi può accedere
Fino a oggi l’accesso avveniva tramite credenziali specifiche rilasciate dalle segreterie o dai fornitori del software: un sistema frammentato, in cui ogni istituto gestiva autonomamente username e password. Per un genitore con più figli in scuole diverse significava districarsi tra account multipli.
Con le nuove regole possono accedere:
- I genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale, sempre con la propria identità digitale;
- Gli studenti maggiorenni delle superiori, con SPID o CIE personali;
- Gli studenti minorenni delle superiori, laddove il servizio lo preveda, tramite SPID per minori o CIE;
- Docenti, personale ATA e dirigenti, con la propria identità digitale.
Cosa accade alle vecchie credenziali
Le tradizionali coppie di username e password rilasciate dalle scuole vengono progressivamente disattivate. Non esistono però date identiche su tutto il territorio: alcuni istituti hanno già spento l’accesso classico, altri hanno fissato una scadenza a fine ottobre, altri ancora hanno concesso più tempo alle famiglie ma non ai docenti. I gestori esterni comunicano alla scuola la data di disabilitazione, dopodiché l’istituto avvisa gli interessati. Le famiglie devono quindi verificare con attenzione le comunicazioni del proprio istituto.
Cosa cambia per i docenti
Per gli insegnanti il cambiamento parte dall’identità. Il registro, tradizionalmente aperto con credenziali legate alla singola scuola, dovrà d’ora in poi essere raggiunto tramite l’identità digitale personale, la stessa usata per NoiPA, l’Agenzia delle Entrate e gli altri servizi pubblici. Il vantaggio pratico è notevole soprattutto per chi presta servizio su più istituti, con cattedre orario esterne o completamenti: non servono più credenziali diverse per ogni scuola, perché l’identità è una sola. Ciascuna segreteria dovrà però collegarla al profilo del docente nel proprio registro.
Chi possiede già uno SPID deve controllare che sia attivo e che il metodo di autenticazione – app del gestore, notifica sul telefono o codice via SMS – funzioni correttamente. Capita che un’identità creata anni fa sia rimasta inutilizzata, con un dispositivo associato ormai obsoleto o un documento scaduto. In questi casi occorre rinnovare lo SPID presso un gestore accreditato o recarsi di persona agli sportelli abilitati. Per la CIE, invece, non basta possedere la carta: bisogna abilitarla online, utilizzando il PIN e uno smartphone dotato di NFC oppure un lettore collegato al computer.
In queste settimane molte segreterie chiedono ai docenti di testare il login, dall’app del registro o dal portale web. Non basta che l’autenticazione vada a buon fine: occorre verificare che il sistema riconosca l’insegnante e lo collochi davanti alle proprie classi e materie. Se il profilo non risulta associato, la causa è spesso nei dati anagrafici registrati in segreteria – un’informazione mancante o scritta in modo diverso – e si risolve con una segnalazione, non con un secondo tentativo. Alcune scuole hanno predisposto indirizzi mail dedicati al supporto.
Cosa cambia per i genitori
I genitori dovranno accedere sempre con la propria identità digitale, abbandonando gli account generici forniti dalla scuola. Il vantaggio è la semplificazione: con un’unica identità è possibile consultare i profili di tutti i figli ai quali si è legalmente associati. Il sistema associa l’identità del genitore ai relativi profili scolastici, determinando quali informazioni può visualizzare.
Cosa cambia per gli studenti
La distinzione introdotta dalla legge è netta. Per gli studenti del primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado, fino alla terza media) l’accesso alle comunicazioni elettroniche è riservato esclusivamente ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale. I ragazzi fino ai 14 anni non potranno più consultare in autonomia voti, note e compiti: per queste informazioni dovranno rivolgersi ai genitori, mentre per i compiti resta a disposizione il diario cartaceo. Si tratta del cosiddetto «scudo per i minori», pensato per tutelare la privacy e per riportare la mediazione educativa in capo alle figure adulte.
Per gli studenti delle scuole superiori (secondo ciclo) non cambia la possibilità di accedere personalmente: i maggiorenni usano il proprio SPID o la propria CIE, mentre per i minorenni, quando il servizio lo prevede, è utilizzabile lo SPID per minori o la CIE. È bene chiarire che la legge non esclude affatto gli studenti minorenni delle superiori dal registro: eventuali blocchi totali segnalati da alcune scuole derivano da problemi tecnici o di configurazione delle piattaforme, non dal dettato normativo.
Cosa devono fare le scuole
Per facilitare la transizione il Ministero ha predisposto il Gateway delle Identità del MIM, una piattaforma di autenticazione SPID-CIE accreditata presso AgID come soggetto aggregatore. Le singole scuole non devono quindi accreditarsi autonomamente: si «aggregano» al Gateway tramite la piattaforma SIDI. Le segreterie devono:
- verificare che l’istituto risulti correttamente aggregato al Gateway e che l’associazione «Scuola – Fornitore» sia completata;
- controllare e aggiornare le utenze, assicurandosi che ogni profilo riporti il codice fiscale corretto, elemento su cui si basa l’autenticazione con SPID e CIE;
- abilitare gli utenti all’accesso, anche con funzioni di abilitazione massiva;
- comunicare per tempo a famiglie e personale la data di disattivazione delle vecchie credenziali;
- gestire le eccezioni e fornire supporto.
Cosa devono fare i genitori
Il consiglio è di non attendere i giorni a ridosso della scadenza. Chi non possiede ancora un’identità digitale deve attivarsi subito: richiedere lo SPID presso un gestore accreditato oppure abilitare la propria CIE tramite PIN/PUK e app CieID su smartphone con tecnologia NFC.
Per i figli minorenni delle superiori, quando necessario, il genitore può richiedere lo SPID per minori attraverso il proprio gestore, utilizzando credenziali di almeno livello 2, come previsto dalle Linee guida AgID. È importante testare per tempo il funzionamento delle proprie credenziali per evitare interruzioni nella consultazione di voti, assenze e comunicazioni.
Sanzioni e conseguenze per istituti e docenti
L’obbligo è di legge: le istituzioni scolastiche sono tenute ad adeguarsi, non si tratta di una raccomandazione facoltativa. Per gli istituti il mancato adeguamento comporta una violazione del dettato normativo e la responsabilità di garantire la continuità del servizio alle famiglie.
Per i docenti, invece, il nodo è pratico: senza un’identità digitale attiva e correttamente associata al proprio profilo, non sarà possibile accedere al registro una volta disattivate le vecchie credenziali, con evidenti ripercussioni sulla gestione quotidiana della didattica. Da qui l’invito, arrivato da molte segreterie, a non rimandare l’attivazione e la verifica delle proprie credenziali.
Le soluzioni SPID di Namirial
Per chi deve attivare o rinnovare la propria identità digitale, Namirial offre soluzioni SPID pensate sia per gli adulti sia per i minorenni. Lo SPID personale permette a genitori, docenti e personale scolastico, così come agli studenti maggiorenni, di accedere in modo sicuro al registro elettronico e a tutti gli altri servizi della Pubblica Amministrazione con un’unica identità.
Per gli studenti minorenni delle scuole superiori è disponibile lo SPID per minori, richiesto dal genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale, che consente al ragazzo di disporre di una propria identità digitale conforme alle Linee guida AgID. Attivare per tempo lo SPID significa evitare blocchi improvvisi e garantirsi la continuità di accesso al registro, in piena conformità con quanto previsto dalla Legge n. 182/2025.







