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NIS2 per le imprese: come garantire la compliance e la cyber-resilienza

La conformità alla normativa NIS2 trasforma la protezione dei dati e la gestione tempestiva degli incidenti in pilastri essenziali per la stabilità operativa aziendale.
NIS2 per le imprese: come garantire la compliance e la cyber-resilienza
Tempo di lettura: 3 minuti

Indice dei contenuti

Resilienza digitale e NIS2: obblighi per le imprese

La NIS2 ridefinisce i confini della responsabilità aziendale nel panorama digitale, trasformando la protezione dei dati in un requisito essenziale per la continuità operativa.

La Direttiva (UE) 2022/2555 impone infatti standard rigorosi che superano la vecchia concezione di sicurezza intesa come semplice difesa perimetrale dei sistemi.

Oggi, infatti, ogni impresa deve farsi carico – per la sua parte – anche della tenuta dell’intero sistema nazionale, prevenendo attacchi alle proprie infrastrutture che potrebbero estendersi anche ad altre infrastrutture e avere ripercussioni negative sull’economia nazionale. Non si tratta solo di adempiere a una norma, ma di adottare una strategia capace di neutralizzare le interruzioni dei servizi.

Il nuovo quadro regolatorio colpisce duramente l’inerzia, richiedendo una governance attiva e consapevole dei rischi ICT. Comprendere la portata di questo passaggio è il primo passo per evitare che un incidente informatico comprometta la stabilità finanziaria o la fiducia dei mercati.

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Gestione degli incidenti e NIS2: normativa e tempistiche

Dal 1° gennaio 2026, la gestione delle emergenze informatiche richiede un rigore procedurale senza precedenti, necessario se si vogliono evitare gravi sanzioni.

Il D.Lgs. 138/2024, che ha recepito nel nostro Paese la Direttiva NIS2, stabilisce un iter preciso per la comunicazione degli incidenti informatici verso l’ACN/CSIRT Italia, strutturato secondo precise scadenze temporali:

  1. segnalazione immediata: entro 24 ore da quando si è venuti a conoscenza dell’incidente significativo, occorre trasmettere una pre-notifica. In questa fase iniziale va indicato, se possibile, se l’incidente significativo possa ritenersi il risultato di atti illegittimi o malevoli o può avere un impatto transfrontaliero;
  2. comunicazione ufficiale: entro 72 ore, l’impresa deve inviare una notifica dell’incidente che, ove possibile, aggiorni le informazioni presenti nella segnalazione immediata e indichi una valutazione iniziale dell’incidente significativo, comprensiva della sua gravità e del suo impatto, nonché, ove disponibili, gli indicatori di compromissione;
  3. relazione finale: entro un mese dalla trasmissione della notifica dell’incidente, va redatto un documento finale che contenga:
    • una descrizione dettagliata dell’incidente, inclusi la sua gravità e il suo impatto;
    • il tipo di minaccia o la causa originale che ha probabilmente innescato l’incidente;
    • le misure di attenuazione adottate e in corso;
    • se noto, l’impatto transfrontaliero dell’incidente.

Se le attività di ripristino si protraggono nel tempo, è obbligatorio inviare aggiornamenti mensili sullo stato di avanzamento.

Questa scansione cronologica garantisce una risposta coordinata a livello nazionale, trasformando la trasparenza in uno strumento di difesa collettiva.

La puntualità nell’invio di tali flussi informativi è un pilastro della compliance aziendale, fondamentale per dimostrare la solidità dei propri presidi di monitoraggio.

Strategie di adeguamento e modelli di cyber-resilienza

L’efficacia dei flussi comunicativi verso le autorità dipende interamente dalla solidità dei processi interni che l’impresa ha messo a regime.

Per garantire le segnalazioni tempestive imposte dalla legge, ogni organizzazione deve aver consolidato un assetto di difesa capace di trasformare i requisiti normativi in azioni repentine e coordinate.

Le imprese devono aver perfezionato un modello operativo basato su pilastri fondamentali che ne assicurino la tenuta e la reattività:

  • piena consapevolezza dell’esposizione e degli asset: risulta prioritario possedere una visione nitida del proprio grado di vulnerabilità, andando oltre il semplice inventario tecnico. Occorre aver individuato ogni risorsa cruciale, dalle infrastrutture cloud alle interconnessioni di rete, legandole direttamente al valore economico che rappresentano per l’azienda. Comprendere quali dati potrebbero causare blocchi produttivi o danni alla reputazione è l’unico modo per stabilire priorità di intervento efficaci;
  • analisi delle interdipendenze e della filiera: una visione statica delle proprietà digitali è insufficiente se non si considerano i legami con l’esterno. La sicurezza aziendale dipende oggi dalla tenuta di partner tecnologici e fornitori, poiché un malfunzionamento in un servizio esterno può generare un impatto critico anche se i sistemi interni rimangono integri;
  • governance e responsabilità del vertice: risulta indispensabile nominare un responsabile della sicurezza informatica con reale autonomia di spesa e istituire un team di cyber-security multidisciplinare, pronto a intervenire seguendo flussi decisionali già approvati e testati;
  • efficienza nel rilevamento e procedure: la capacità di segnalare un attacco entro i termini di legge dipende dalla qualità dei sistemi di monitoraggio e dalla chiarezza dei manuali operativi. Senza strumenti di analisi comportamentale e piani di continuità operativa aggiornati, il rischio di subire sanzioni amministrative diventa elevatissimo;
  • cultura del miglioramento e prove documentali: da ogni emergenza bisogna trarre esperienza attraverso revisioni post-evento che identifichino le cause delle vulnerabilità. La conformità si regge sulla capacità di esibire evidenze documentali oggettive, dai registri dei log ai verbali dei comitati di sicurezza, che attestino ogni azione intrapresa.

Affrontare la normativa con un metodo rigoroso non serve solo a evitare le sanzioni, ma garantisce una protezione reale contro i blocchi produttivi.

Solo attraverso una visione d’insieme che unisca tecnologia, procedure e coinvolgimento del management, l’azienda può dichiararsi realmente resiliente nel panorama digitale odierno.

Un approccio burocratico fornirebbe solo una falsa sensazione di sicurezza, mentre la prontezza operativa costituisce un autentico vantaggio competitivo sul mercato.


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