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Legge di Bilancio 2026: novità e misure per imprese e professionisti

La Legge di Bilancio 2026 introduce interventi strategici per rilanciare la competitività del tessuto imprenditoriale italiano, incentivando l’innovazione tecnologica e lo sviluppo degli investimenti.
Legge di Bilancio 2026: novità e misure per imprese e professionisti
Tempo di lettura: 5 minuti

Indice dei contenuti

Le principali novità della Legge di Bilancio 2026

Il panorama normativo nazionale si arricchisce di importanti riforme volte a stimolare la competitività del sistema Paese e a razionalizzare il carico fiscale.

La nuova Legge di Bilancio introduce interventi strutturali che spaziano dal sostegno agli investimenti tecnologici alla revisione delle aliquote per i redditi medi. Nello specifico, la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 definisce le risorse e gli strumenti operativi per il prossimo triennio, focalizzandosi sul rilancio degli investimenti strumentali avanzati e sulla ridefinizione delle regole di gestione e riscossione dei crediti professionali.

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La rimodulazione delle aliquote IRPEF e delle detrazioni

Una delle novità più rilevanti della Manovra 2026, con effetti su tutti i contribuenti inclusi imprenditori individuali e professionisti, riguarda la revisione dell’IRPEF.

L’aliquota per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro scende dal 35% al 33% (art. 1, comma 3, L. 199/2025).

Tuttavia, per i redditi superiori a 200.000 euro, è previsto un taglio lineare di 440 euro sull’ammontare delle detrazioni al 19% (art. 1, comma 4, L. 199/2025), misura che annulla di fatto il beneficio della riduzione dell’aliquota per le fasce più alte.

Da tale decurtazione restano comunque escluse, a tutela di diritti fondamentali e scopi sociali, le spese sanitarie, le erogazioni liberali ai partiti politici e i premi assicurativi per eventi calamitosi.

Le principali misure a sostegno delle imprese

Il pacchetto di interventi per il tessuto produttivo punta a rilanciare la politica industriale attraverso il potenziamento dei beni strumentali e il sostegno alla liquidità.

Di seguito sono esaminate le principali agevolazioni e le disposizioni tributarie introdotte per accompagnare la crescita delle aziende italiane.

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Il ritorno dell’iper-ammortamento per gli investimenti 4.0 e 5.0

La Legge di Bilancio 2026 reintroduce il meccanismo dell’iper-ammortamento per gli investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025).

L’agevolazione consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni materiali e immateriali con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

La misura della maggiorazione è strutturata su tre scaglioni in base all’entità dell’investimento:

  • 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per la quota oltre 10 milioni e fino a un massimo di 20 milioni di euro.

Il beneficio si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, a condizione che i beni siano prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo.

La possibilità di cumulare l’agevolazione con ulteriori benefici è consentita, a patto di rispettare le soglie massime stabilite dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Agevolazioni per il Mezzogiorno e le aree logistiche: ZES Unica e ZLS

Il sostegno allo sviluppo territoriale nel Sud Italia viene confermato fino al 2028 attraverso la ZES Unica, che per il 2026 può contare su fondi per oltre 2,3 miliardi di euro (art. 1, commi 438-443, L. 199/2025).

L’incentivo si sostanzia in un credito d’imposta che varia a seconda della dimensione aziendale e della localizzazione dell’investimento e arriva fino al 60% per le piccole imprese, mentre scende al 50% per le medie e al 40% per le grandi realtà.

Parallelamente, il legislatore mantiene operative le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), dedicate al potenziamento dei distretti logistici con modalità agevolative analoghe.

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Nuova Sabatini: sostegno al credito per l’acquisto di beni strumentali

La Legge di Bilancio consolida la Nuova Sabatini quale pilastro per il rinnovamento tecnologico delle PMI (art. 1, comma 445, L. 199/2025). La misura permette di ottenere finanziamenti quinquennali fino a 4 milioni di euro, beneficiando di un contributo che abbatte gli interessi bancari. Il calcolo del beneficio avviene su un tasso convenzionale del 2,75% per le dotazioni standard, valore che sale al 3,575% qualora l’investimento riguardi beni ad alto valore tecnologico.

Interventi per i settori agricolo, turistico ed editoriale

La Manovra 2026 introduce inoltre specifici sostegni per comparti chiave dell’economia nazionale. Per le imprese attive nell’agricoltura, nella pesca e nell’acquacoltura è previsto un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi (art. 1, comma 453, L. 199/2025).

Il settore turistico beneficia invece di un pacchetto di incentivi finalizzati alla riqualificazione, alla sostenibilità e alla digitalizzazione delle imprese, con contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento e finanziamenti agevolati (art. 1, commi 301-321, L. 199/2025).

Infine, per sostenere il pluralismo e l’innovazione tecnologica nel mondo dell’informazione, viene rifinanziato con 60 milioni di euro per l’anno 2026 il Fondo unico per l’editoria (art. 1, comma 734, L. 199/2025).

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Misure fiscali per la gestione del patrimonio e del bilancio

La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di disposizioni volte a razionalizzare la fiscalità d’impresa e a favorire il riassetto dei patrimoni aziendali attraverso regimi agevolati:

  • assegnazione e cessione agevolata ai soci: le società di persone e di capitali hanno la possibilità di estromettere dal regime d’impresa i beni immobili o i mobili non strumentali assegnandoli o cedendoli ai soci entro il 30 settembre 2026. L’operazione è soggetta a un’imposta sostitutiva dell’8%, che sale al 10,5% per le società di comodo (art. 1, commi 35-40, L. 199/2025);
  • estromissione immobili per imprenditori individuali: viene riaperta la finestra per escludere gli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale, trasferendoli nella sfera privata dell’imprenditore. L’opzione va esercitata entro il 31 maggio 2026 versando un’imposta sostitutiva dell’8% sulla plusvalenza (art. 1, comma 41, L. 199/2025);
  • affrancamento di riserve e saldi attivi: le imprese possono “liberare” fiscalmente le riserve in sospensione d’imposta e i saldi di rivalutazione presenti nei bilanci d’esercizio. Versando un’imposta sostitutiva del 10%, tali poste diventano liberamente utilizzabili o distribuibili senza ulteriori oneri fiscali in capo alla società (art. 1, commi 44-45, L. 199/2025);
  • nuove soglie per dividendi e plusvalenze (Pex): a partire dal 2026, l’esclusione da tassazione del 95% dei dividenti spetta solo se la partecipazione rappresenta almeno il 5% del capitale o ha un valore fiscale superiore a 500.000 euro, fermi gli altri requisiti previsti dall’art.89 del TUIR;
  • svalutazione crediti e titoli: viene confermato il rinvio della deducibilità delle svalutazioni e perdite su crediti, che deve essere ripartita in cinque quote annuali per le imprese non IAS/IFRS (art. 1, commi 56-58, L. 199/2025). Inoltre, per mitigare la volatilità finanziaria, le imprese possono valutare i titoli non durevoli al costo di iscrizione anziché al valore di mercato per il biennio 2025-2026 (art. 1, commi 65-67, L. 199/2025);
  • stretta sulla rateizzazione delle plusvalenze: dal 2026 viene sensibilmente ridotta la possibilità di frazionare la tassazione delle plusvalenze patrimoniali in cinque anni. Come regola generale, le plusvalenze realizzate sui singoli beni strumentali saranno interamente tassate nell’esercizio di realizzo. La facoltà di rateizzazione resta circoscritta esclusivamente alle cessioni di aziende o rami d’azienda posseduti per almeno tre anni e alle plusvalenze delle società sportive professionistiche sui diritti alle prestazioni degli atleti (art. 1, commi 42-43, L. 199/2025);
  • imposizione straordinaria su banche e assicurazioni: è previsto un contributo di solidarietà sui maggiori utili accantonati a riserva dagli istituti di credito e dagli intermediari finanziari (art. 1, commi 68-73, L. 199/2025). Parallelamente, per il triennio 2026-2028, l’aliquota IRAP viene incrementata di due punti percentuali, salendo al 6,65% per le banche e al 7,90% per le compagnie assicurative (art. 1, comma 74, L. 199/2025);
  • raddoppio della Tobin Tax: a decorrere dal 1° gennaio 2026, vengono raddoppiate le aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie per il trasferimento di proprietà di azioni e strumenti partecipativi. L’aliquota sale dallo 0,1% allo 0,2% per le operazioni su mercati regolamentati e dallo 0,2% allo 0,4% per quelle effettuate “fuori mercato” (OTC). Viene inoltre raddoppiata allo 0,04% l’imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza (art. 1, commi 28-31, L. 199/2025);
  • nuova ritenuta sulle transazioni B2B: dal 2028 viene introdotta una ritenuta d’acconto sui pagamenti tra imprese per cessioni di beni e servizi, pari allo 0,5% per il primo anno e all’1% dal 2029 (art. 1, commi 112-115, L. 199/2025). Sono esentati i soggetti aderenti al concordato preventivo biennale o al regime di adempimento collaborativo, nonché i pagamenti già soggetti alla ritenuta sui bonifici per detrazioni fiscali.

Il legislatore alterna così opportunità di riassetto patrimoniale a nuovi oneri per i settori a maggiore redditività.

Misure per il lavoro autonomo e le partite IVA individuali

Le novità per il lavoro autonomo si concentrano sulla semplificazione della gestione fiscale e sulla ridefinizione degli obblighi nei confronti della Pubblica Amministrazione. In particolare, le norme puntano a stabilizzare l’accesso ai regimi semplificati e a rendere più fluido, seppur monitorato, l’incasso dei compensi professionali.

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Vincoli ai pagamenti della PA

A partire dal 15 giugno 2026, viene eliminata la soglia minima di 5.000 euro precedentemente prevista, estendendo l’obbligo di verifica a qualsiasi compenso professionale erogato da amministrazioni o società a controllo pubblico (art. 1, comma 725, L. 199/2025). Prima di procedere al pagamento, anche per prestazioni legate al patrocinio a spese dello Stato, l’ente dovrà accertare l’assenza di cartelle esattoriali notificate; in caso di morosità, le somme saranno dirottate direttamente all’agente della riscossione (fino alla completa estinzione del debito) e al beneficiario (nei limiti delle somme eventualmente eccedenti l’ammontare del debito).

Soglia di compatibilità per il regime forfettario

Viene prorogato per il 2026 l’innalzamento a 35.000 euro del limite di reddito da lavoro dipendente e assimilati percepito nell’anno precedente, oltre il quale non è consentito l’accesso o la permanenza nel regime forfettario (art. 1, comma 27, L. 199/2025). Tale disposizione interessa sia i professionisti sia le imprese individuali che intendono mantenere la tassazione sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività).

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