IT-Wallet e identità digitali: così cambiano i servizi pubblici nel 2027

L’IT-Wallet introduce un nuovo modello per la gestione di attestazioni e dati certificati nei servizi pubblici, favorendo l’interoperabilità con l’EUDI Wallet.

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IT-Wallet e identità digitali: così cambiano i servizi pubblici nel 2027

IT-Wallet e identità digitali: un nuovo modo di accedere ai servizi pubblici

Le identità digitali entrano in una nuova fase con l’IT-Wallet, che porta attestazioni e dati certificati direttamente nei servizi della Pubblica Amministrazione. L’ecosistema è inoltre progettato per estendersi progressivamente anche ai servizi privati.

Il cambiamento riguarda innanzitutto il modo in cui una persona può dimostrare una propria condizione: residenza, titolo di studio, patente, ISEE, deleghe e altri attributi vengono rappresentati attraverso attestazioni elettroniche provenienti da fonti qualificate.

Le linee guida del Sistema IT-Wallet definiscono un ecosistema nel quale l’utente mantiene il controllo sulle attestazioni e decide quali informazioni presentare, a chi e per quale finalità.

Il 2027 assume particolare rilievo anche per le amministrazioni: entro il 3 agosto gli enti pubblici dovranno completare gli adempimenti previsti per la registrazione come fonti autentiche e rendere disponibili i dati e i documenti previsti dal sistema.

Dal certificato all’attestazione elettronica: come cambia la verifica dei dati

Il cambiamento riguarda il modo in cui dati e attestazioni certificati alla fonte possono essere acquisiti e verificati nei servizi della Pubblica Amministrazione.

Un documento digitale riproduce sostanzialmente in formato elettronico un documento fisico; l’attestazione elettronica, invece, collega un dato o un attributo a una fonte qualificata, permettendo al soggetto che eroga il servizio di verificarne l’autenticità.

Questo meccanismo porta la verifica direttamente all’interno del processo digitale.

Una residenza certificata attraverso ANPR, per esempio, può diventare un attributo che una persona presenta a un servizio che ne richieda la dimostrazione. La Pubblica Amministrazione destinataria riceve così un’informazione verificabile, con una provenienza definita e collegata alla relativa fonte autentica.

Il modello si lega al principio once only (o principio dell’unicità dell’invio) previsto dal Codice dell’amministrazione digitale: le persone e le imprese non devono essere costrette a fornire alla PA informazioni che sono già in possesso della PA e la circolarità delle informazioni già disponibili presso la Pubblica Amministrazione deve essere favorita sin dalla fase di progettazione dei servizi pubblici digitali.

Per la cittadinanza questo significa meno passaggi documentali e una gestione più diretta delle informazioni necessarie.

Dalla patente all’ISEE: le attestazioni che entrano nei servizi pubblici

Il portafoglio digitale è destinato ad accogliere progressivamente attestazioni provenienti da diverse banche dati pubbliche.

Tra gli attributi e le informazioni che verranno progressivamente integrati figurano ISEE, titoli di studio, residenza e altri dati anagrafici certificati attraverso ANPR, tessera sanitaria, patente di guida, Carta europea della disabilità e deleghe digitali.

Il beneficio concreto dipenderà dai procedimenti collegati a questi attestati: di volta in volta, l’ente pubblico potrà richiedere uno specifico dato e l’utente sceglierà di mostrare la relativa attestazione tramite il wallet.

Le linee guida introducono inoltre il principio della divulgazione selettiva: quando per un procedimento serve una determinata informazione, la richiesta può concentrarsi sull’attributo pertinente, evitando la condivisione di dati ulteriori contenuti nello stesso documento.

Anche le attestazioni seguono un ciclo di vita: emissione, aggiornamento, sospensione, revoca e verifica. Una patente, una delega o un’abilitazione possono cambiare stato nel tempo e il sistema deve quindi consentire di verificarne la validità nel momento in cui vengono presentate.

Il servizio pubblico diventa così più strettamente collegato alla disponibilità di dati certificati e aggiornati alla fonte.

Comuni e Pubblica Amministrazione: cosa cambia entro il 2027

Il cambiamento investe direttamente l’organizzazione delle amministrazioni.

I Comuni e gli altri soggetti pubblici che dispongono di dati certificati assumono il ruolo di fonti autentiche e devono assicurare qualità e aggiornamento delle informazioni che possono diventare attributi digitali.

Le amministrazioni possono quindi avere ruoli diversi all’interno dell’ecosistema: possono essere titolari delle fonti autentiche da cui provengono i dati e, quando previsto dal servizio, anche soggetti verificatori che ricevono le attestazioni presentate dall’utenza.

I due ruoli rispondono a funzioni differenti e non devono necessariamente coincidere nella stessa amministrazione.

L’accesso ai dati e i relativi meccanismi di interoperabilità si integrano con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) e l’infrastruttura tecnologica dedicata all’IT-Wallet.

Entro il 3 agosto 2027 le amministrazioni dovranno completare la registrazione prevista e rendere disponibili i dati e i documenti di propria competenza.

Per un Comune questo comporta la mappatura delle banche dati, la verifica della qualità delle informazioni, l’analisi delle modalità di aggiornamento e l’adeguamento dei sistemi per l’interoperabilità.

Le amministrazioni dovranno anche riesaminare i servizi che oggi chiedono certificati tradizionali, riprogettandoli per accogliere la verifica automatica delle attestazioni dal wallet.

Il 2027 diventa quindi una scadenza organizzativa e tecnologica per la PA, perché l’IT-Wallet richiede servizi progettati attorno allo scambio sicuro di informazioni certificate.

IT-Wallet, App IO ed EUDI Wallet: verso servizi pubblici interoperabili

Nel passaggio verso l’IT-Wallet, le versioni digitali di tessera sanitaria, patente di guida e carta della disabilità già disponibili su App IO rimarranno attive fino a luglio 2027.

Questo periodo transitorio permetterà al sistema di evolvere verso l’architettura definitiva del wallet nazionale, che nasce per essere pienamente coerente con EUDI Wallet, il portafoglio europeo di identità digitale, previsto dal quadro eIDAS 2.0.

La direzione indicata è quella di credenziali e attestazioni digitali capaci di accompagnare il cittadino nei rapporti con i servizi pubblici e privati, sia in Italia sia oltre i confini nazionali, attraverso standard comuni e meccanismi di verifica affidabili.

Per i Comuni e le amministrazioni locali, questo percorso di convergenza apre la strada a servizi fortemente innovativi: i cittadini potranno interagire direttamente con i propri dati certificati per presentare istanze, accedere a prestazioni e verificare informazioni in totale autonomia e sicurezza.


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