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Firma grafometrica vs Firma digitale: differenze e validità legale

I due tipi di firma sono strumenti fondamentali per la dematerializzazione dei documenti e si differenziano per tecnologia impiegata e valore legale
Firma grafometrica vs Firma Digitale: differenze e validità legale
Tempo di lettura: 5 minuti

Indice dei contenuti

Digitalizzazione dei processi e importanza della firma grafometrica

Il passaggio dai documenti cartacei a quelli informatici ha reso la firma grafometrica uno degli strumenti più diffusi per dematerializzare i processi nel pieno rispetto della legge.

Tuttavia, spesso si genera confusione tra le diverse tipologie di sottoscrizione previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dal Regolamento Europeo eIDAS.

Comprendere la distinzione tra firma grafometrica e firma digitale è essenziale per qualsiasi realtà che intenda digitalizzare i propri flussi di lavoro, garantendo al contempo la massima sicurezza e il pieno valore probatorio ai propri documenti.

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La gerarchia delle firme elettroniche

Per capire la differenza tra i due tipi di firma, dobbiamo prima definire il concetto di firma elettronica. Nel panorama normativo europeo, la firma elettronica è un contenitore che racchiude diverse tipologie di firma, ognuna con un grado crescente di sicurezza e validità:

  • Firma Elettronica Semplice (FES): è la forma più debole (es. una scansione della firma o un’email);
  • Firma Elettronica Avanzata (FEA): garantisce la connessione univoca al firmatario e l’integrità del documento. La firma grafometrica rientra in questa categoria;
  • Firma Elettronica Qualificata (FEQ): è il livello massimo. Si basa su certificati rilasciati da enti accreditati e su dispositivi sicuri.

Questa classificazione permette di associare a ogni tipologia di documento il livello di protezione più idoneo.

Definizione di firma digitale

La firma digitale rappresenta l’equivalente informatico di una firma autografa apposta su carta, ma con garanzie tecnologiche superiori. Si basa su un sistema di crittografia asimmetrica, che prevede una coppia di chiavi: una privata (in possesso del titolare) e una pubblica.

Per apporre questa firma, il firmatario deve disporre di un certificato di sottoscrizione attivo e di un hardware dedicato, come un token USB o una smart card, oppure di sistemi remoti che richiedono l’inserimento di un codice OTP (One Time Password) inviato sul proprio smartphone.

Dal punto di vista tecnico, la firma digitale assicura tre pilastri fondamentali:

  1. integrità: la certezza che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione;
  2. autenticità: l’identità del firmatario è garantita da un ente certificatore terzo;
  3. non ripudio: il firmatario non può disconoscere la paternità del documento, salvo querela di falso.

Questi tre elementi conferiscono alla sottoscrizione digitale una robustezza tecnologica tale da renderla lo standard indispensabile per i documenti che richiedono il massimo grado di protezione e opponibilità a terzi.

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Cos’è la firma grafometrica

A differenza della firma digitale, la firma grafometrica si basa sul gesto naturale della scrittura. Non richiede l’impiego di pin o dispositivi crittografici da parte dell’utente, ma si avvale di una tecnologia capace di catturare il movimento della mano su un tablet o un pad specifico.

Non si tratta di una semplice immagine statica della firma (che non avrebbe valore legale), ma di un insieme di dati biometrici unici dell’individuo.

Mentre il firmatario scrive, il sistema rileva parametri dinamici come il ritmo del tratto, la velocità della mano, la pressione esercitata sulla superficie, le accelerazioni e persino i movimenti aerei tra una lettera e l’altra. Questi dati sono personali e difficilmente replicabili da terzi, garantendo un legame indissolubile tra il firmatario e l’atto della firma stessa.

Questo strumento viene scelto per la sua semplicità e immediatezza, rendendolo perfetto per i contesti in cui il cliente deve firmare documenti in presenza del personale aziendale.

La validità dei documenti e la gestione delle contestazioni

In termini legali, la firma grafometrica equivale a una firma autografa su carta. È valida per la stragrande maggioranza dei documenti quotidiani: contratti tra privati, atti costitutivi di società, accordi matrimoniali e donazioni (come previsto dall’art. 1350 del Codice Civile). L’unica vera eccezione riguarda le operazioni immobiliari: per vendere o acquistare una proprietà, la legge non ammette la firma grafometrica, rendendo obbligatorio l’impiego della firma digitale o qualificata.

La differenza più grande tra i due strumenti emerge però se qualcuno contesta la firma davanti a un giudice:

  • con la firma digitale: la legge presume che la firma sia autentica. Se il firmatario vuole negarla deve dimostrare che il suo dispositivo di firma è stato rubato o usato a sua insaputa;
  • con la firma grafometrica: se chi ha firmato nega di averlo fatto, la situazione si ribalta. In questo caso, spetta a chi ha ricevuto il documento dimostrare che la firma è vera e che il sistema è sicuro. Per farlo, si ricorre all’analisi dei dati biometrici raccolti durante la firma, che provano in modo scientifico l’identità del firmatario.
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Scelta della tecnologia: scenari applicativi e differenze pratiche

La scelta tra queste due tecnologie non è quasi mai una questione di “quale sia la migliore”, ma di quale risponda meglio al contesto operativo e al tipo di interlocutore.

La differenza principale risiede nell’esperienza dell’utente: la firma grafometrica riproduce la naturalezza della penna su carta, mentre la firma digitale richiede l’interazione con un dispositivo tecnologico (PIN, OTP o chiavetta).

Il mondo dei professionisti e della Pubblica Amministrazione

In questo settore, la firma digitale è lo strumento sovrano e, in molti casi, l’unico ammesso.

È indispensabile per i professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri) che devono trasmettere atti agli uffici pubblici, sottoscrivere bilanci o partecipare a bandi di gara.

Anche la fatturazione elettronica si avvale di questa tecnologia quando si tratta di documenti emessi nei confronti della Pubblica Amministrazione, in modo da garantire l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto. Questi requisiti, insieme a una corretta conservazione a norma, assicurano l’inalterabilità del documento nel tempo.

Qui l’identificazione è garantita a monte dal certificatore, rendendo possibile firmare anche a distanza.

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Retail, logistica e grande distribuzione

In questi contesti, la firma grafometrica trasforma radicalmente l’efficienza. Si pensi alla firma di un contratto di noleggio auto o alla sottoscrizione di una polizza assicurativa in agenzia: il cliente appone il proprio tratto sul tablet e il documento nasce già digitale.

Questo elimina i costi di stampa, lo spazio occupato dagli archivi fisici e il rischio di smarrire fogli importanti.

In questo caso, l’identificazione avviene “de visu”, ovvero in presenza di un addetto, rendendo la firma grafometrica perfetta per chi non possiede strumenti digitali propri.

Sanità e Risorse Umane

Negli ospedali e nelle cliniche, la firma grafometrica è fondamentale per la raccolta del consenso informato e della privacy. La semplicità del gesto permette anche a persone meno avvezze alla tecnologia di sottoscrivere i documenti con serenità.

Negli uffici HR delle grandi aziende, invece, viene impiegata per la firma di contratti di assunzione e buste paga, centralizzando tutta la documentazione dei dipendenti in un database digitale facilmente consultabile e sicuro.

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Il settore immobiliare: un caso ibrido

Come abbiamo visto, per gli atti di compravendita è necessaria la firma digitale per ragioni legali. Tuttavia, nella fase preliminare o per i contratti di affitto, la firma grafometrica può essere un valido alleato per gestire la modulistica interna delle agenzie, accelerando le fasi burocratiche che precedono il rogito notarile.


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La Firma Grafometrica Namirial è la soluzione ideale per le organizzazioni che vogliono digitalizzare l’intero processo documentale fin dalla fase di acquisizione, evitando la gestione e la successiva conversione dei documenti cartacei.

Tramite il GraphoKit, Namirial fornisce il tablet Sign Pad NT5010, un dispositivo ad alta risoluzione dotato di penna stilo, e il software GraphoSign. Questo sistema cattura i dati biometrici del firmatario e li associa al documento in modo sicuro, garantendone l’integrità.

Per i contesti legali più complessi, esiste inoltre una versione specifica del software, progettata in collaborazione con l’Associazione Grafologi Italiani, che permette ai periti grafologi di decifrare ed estrarre dai documenti i dati biometrici in modo sicuro e valutare la firma catturata digitalmente.

Adottare la Firma Grafometrica Namirial significa semplificare l’operatività quotidiana e migliorare l’efficienza aziendale.

Per scoprire come implementare al meglio questa soluzione all’interno della propria realtà aziendale, compila il form che segue per richiedere una consulenza gratuita e senza impegno con gli esperti Namirial, che ti supporteranno nella definizione di un percorso di digitalizzazione efficace e su misura.

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