Le novità 2027 per il bonus casa: uno scenario in evoluzione
Il 2027 si prepara a essere un anno di svolta per chi ha in programma lavori di ristrutturazione: il bonus casa entra infatti in una fase di progressivo ridimensionamento.
A legislazione vigente — e salvo eventuali interventi correttivi con le prossime leggi di bilancio — il legislatore ha scelto di ridurre gradualmente l’intensità del sostegno statale, distinguendo tra abitazione principale e altri immobili e fissando un calendario di aliquote che arriva fino al 2034.
Il quadro normativo di riferimento è oggi unificato nell’art.17 del nuovo Testo Unico sulle imposte dirette, che disciplina sia gli interventi di recupero edilizio (ex art. 16-bis TUIR) sia quelli di riqualificazione energetica.
Capire come cambiano percentuali, limiti di spesa e tempi di fruizione è essenziale per programmare gli interventi con cognizione di causa e per non trovarsi impreparati al momento della dichiarazione dei redditi.
Bonus casa 2027: ristrutturazioni e limite di spesa
Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il bonus casa 2027 mantiene il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, ma prevede aliquote più basse rispetto al 2026, anno in cui la detrazione è ancora pari al 36% in via ordinaria e al 50% per l’abitazione principale.
Dal prossimo anno, infatti, la detrazione ordinaria scende al 30%, mentre per gli interventi effettuati sull’abitazione principale dai titolari di diritti di proprietà o di diritti reali di godimento l’aliquota si attesta al 36%, superiore a quella ordinaria, ma inferiore al 50% del 2026.
Quest’aliquota maggiorata vale anche per i lavori eseguiti su pertinenze e aree pertinenziali (garage, cantine, parcheggi o spazi verdi condominiali), purché vincolati all’immobile principale.
Altre novità riguardano gli anni successivi. Salvo eventuali modifiche, per le spese sostenute dal 2028 al 2033, è prevista una detrazione del 30% fino a un massimo di 48.000 euro per tutte le abitazioni possedute.
A partire dal 2034, invece, l’aliquota salirà al 36%, fermo restando il limite di 48.000 euro, e si applicherà indistintamente a ogni immobile, indipendentemente dalla sua destinazione d’uso.
Riqualificazione energetica e Sismabonus: cosa cambia nel 2027
Anche per gli interventi finalizzati al risparmio energetico il 2027 segna una riduzione delle aliquote, che seguono le stesse percentuali previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Analogamente, la rimodulazione interessa anche il Sismabonus, la detrazione nata per incentivare la riduzione della vulnerabilità degli edifici situati nelle zone ad alta pericolosità sismica.
Salvo interventi legislativi, il 2027 rappresenta l’ultimo anno per usufruire di Ecobonus e Sismabonus, che cessanodi esistere al 31 dicembre: da quel momento, tutti i lavori di efficientamento energetico e di consolidamento antisismico rientrano nel regime ordinario di recupero del patrimonio edilizio.
Bonus mobili: l’agevolazione è verso la scadenza
Il bonus mobili si presenta come una detrazione IRPEF pari al 50% dei costi sostenuti, sia per l’acquisto di mobili nuovi sia di grandi elettrodomestici di elevata classe energetica, a condizione che siano destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione.
Negli anni la misura ha subito continui interventi normativi che ne hanno progressivamente ridotto la capienza: il tetto massimo agevolabile è stato infatti ridimensionato fino a raggiungere la soglia di 5.000 euro per il 2026.
Salvo eventuali proroghe, il bonus cessa con la data del 31 dicembre 2026: non è tuttavia da escludere una sua riconferma.
Bonus prima casa under 36: quale disciplina resta nel 2027
Per tutto il 2027 rimane operativo il Fondo di garanzia Consap per l’acquisto dell’abitazione principale.
Rispetto al quadro normativo in vigore fino al 2023, che prevedeva l’azzeramento delle imposte di registro e ipotecarie con il vecchio bonus casa under 36, la misura si concentra oggi esclusivamente sul credito.
Chi accede al bonus prima casa beneficia infatti della copertura statale fino all’80% della quota capitale sui mutui che superano l’80% del valore dell’immobile, a patto di avere un ISEE entro i 40.000 euro.
La garanzia potenziata resta accessibile per i giovani sotto i 36 anni, le coppie coniugate o conviventi – il cui nucleo familiare sia stato costituito da almeno 2 anni e in cui uno dei due componenti non abbia superato 35 anni di età -, i nuclei monogenitoriali con figli minori e i conduttori di alloggi IACP.
La garanzia viene estesa anche alle famiglie numerose con agevolazioni crescenti in funzione del numero di figli e della fascia ISEE.
Tempistiche e pianificazione: quando conviene avviare i cantieri
Di fronte al progressivo calo delle aliquote, la scelta del momento in cui avviare i lavori diventa decisiva per massimizzare il risparmio fiscale.
Anticipare gli interventi permette infatti di sfruttare le detrazioni più elevate prima dei prossimi tagli.
La pianificazione temporale è fondamentale anche per chi intende usufruire del bonus mobili: la normativa richiede infatti che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione sia antecedente all’acquisto dei beni, anche nel caso in cui i cantieri si concludano successivamente.
Valutare attentamente il calendario delle opere e delle spese rappresenta quindi il modo migliore per ottimizzare i benefici disponibili.







